
Arthur Adamov, “La confessione”: una nota introduttiva a cura di Enzo Lamartora
La confessione costituisce uno degli scritti più belli, lucidi e spietati della letteratura del Novecento (Martin Essler). Opera autobiografica e storiografica, infatti, La confessione è al tempo stesso diario notturno e documento di denuncia, antropologia e narratologia autoanalitica, manifesto etico e “diario terribile”. Ogni capitolo, ogni paragrafo, ogni ripresa testimoniano del dolore di un uomo, di ogni uomo, chiamato a combattere, nel claustrum della notte, le proprie ossessioni, a rivivere giorno dopo giorno l’angoscia del vuoto, dell’abbandono, della separazione.








